Questa espressione, meglio di qualunque altra, riesce a definire la quiete che arriva dopo un litigio, quello stato in cui per dimenticare il malumore si ride e scherza. Il significato di questo modo di dire trae origine dall’antica tradizione contadina. In genere, quando arrivavano ospiti inattesi il padrone di casa offriva i prodotti che aveva in casa: taralli ed un buon bicchiere di vino. Richiama quindi ad un momento di convivialità, di amicizia e di festa, dove non esistono problemi o divergenze. Il detto si è evoluto, soprattutto in ambito giornalistico, assumendo anche un significato negativo. Riguardo ad accordi politici o gravi crisi dire che la cosa è ‘finita a tarallucci e vino’ significa che è avvenuto un accordo sottobanco, un insabbiamento. Insomma, da gioviale riconciliazione l’espressione finisce per rappresentare il “magna magna” che corrompe la democrazia e genera sfiducia nelle istituzioni.




