L'acquolina in bocca è un riflesso condizionato. Il nostro cervello cioè, stimola le ghiandole salivari che producono più saliva, anche quando semplicemente si vede del cibo o se ne sente il profumo. O addirittura quando semplicemente si pensa a qualche succulenta pietanza. La saliva non è costituita solo da acqua, ma contiene anche sostanze chimiche, gli enzimi, che contribuiscono ad aumentare l'appetito e che poi, durante la masticazione del cibo, serviranno a preparare "bolo alimentare", da ingerire e digerire meglio. Insomma, la nostra acquolina in bocca è del tutto simile a quella del cane degli esperimenti del premio Nobel per la fisiologia del sistema digestivo, Pavlov. Egli condusse importanti ricerche sui riflessi condizionati. Nei suoi esperimenti dava cibo al suo cane, che cominciava a salivare anche solo alla vista della ciotola piena; ciò rappresenta un riflesso incondizionato, ovvero una connessione innata tra uno stimolo e una risposta. Successivamente, quando alla presentazione del cibo Pavlov abbinò il suono di un campanello, il cane cominciava a salivare: la risposta allo stimolo (in questo caso il suono del campanello) non era innata, ma influenzata da ciò che si collega allo stimolo (il cibo). Il cane quindi mostrava un riflesso condizionato.
Perchè viene l'acquolina in bocca?
di Redazione · ottobre 2005
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