I pappagalli, ma anche i merli indiani, riescono a ripetere vocaboli del linguaggio umano grazie alla loro struttura fisica, alla capacità d'imitazione, e all'innata curiosità. Come gli uccelli canori, anch'essi riescono a modulare i suoni grazie a membrane che possono essere paragonate, per funzione, alle corde vocali umane. La loro siringe, ossia l'organo situato alla fine della trachea, è composta da membrane che vibrano al passaggio dell'aria e da muscoli che ne variano la tensione, rendendole capaci di creare una certa varietà di suoni. Non possedendo labbra che consentono di scandire le lettere, gli uccelli perfezionano il suono in uscita con tipici movimenti del collo e alzando e abbassando la lingua. Alla facoltà di emettere suoni complessi, i pappagalli e i merli indiani aggiungono una grande capacità imitativa che consente loro di riprodurre i rumori dell'ambiente. Alcuni pappagalli riescono anche ad associare a un vocabolo il suo esatto significato, usando quindi piccole frasi nel giusto contesto. È ormai stato provato che questi animali possono rispondere correttamente a domande sulle proprietà fisiche degli oggetti ("di che colore è?") e su concetti astratti come la forma e la dimensione ("qual'è l'oggetto quadrato?"). Questa capacità si sviluppa con l'addestramento, sfruttando la curiosità dell'animale e l'interesse per ciò che desidera, per esempio il cibo.
Come fanno a parlare i pappagalli?
di Redazione · aprile 2006

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