No. Nel wrestling gli incontri si svolgono secondo un copione, tanto che esistono sceneggiatori (i "bookers", che decidono chi e come debba vincere il mach), costumisti e produttori. Ma non è solo finzione: i lottatori sono atleti professionisti e benché i colpi siano quasi sempre appoggiati e le varie mosse compiute con il benestare o la collaborazione stessa dell'avversario, questa forma d'intrattenimento sportivo, se non eseguita bene, può risultare molto pericolosa.
Certo che i trucchi non mancano. Persino le ferite sono pianificate. È lo stesso lottatore a procurarsele eseguendo il cosiddetto "blade job": mentre la telecamera non lo inquadra, estrae una lametta e si tagliuzza la fronte. In quell'istante l'avversario lo colpisce per finta, per esempio con una sedia, e quando lui si rialza, barcollante, appare agli spettatori con una fronte insanguinata.




