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Perché l'anno termina il 31 dicembre?

di Redazione · dicembre 2006

Perché l'anno termina il 31 dicembre?

Lungo l'orbita terrestre non c'è alcun punto che segni necessariamente il termine e l'inizio dell'anno: la scelta di una data è arbitraria ed è infatti mutata più volte. Anticamente l'inizio del nuovo anno era spesso fatto coincidere con l'equinozio di primavera (che oggi corrisponde al 21 marzo). Ma mancò a lungo un accordo comune. Nel I secolo a.C., Giulio Cesare volle far iniziare l'anno in occasione del solstizio d'inverno (il 21 dicembre), ma i senatori chiesero di posticipare la data al 1° gennaio, quando aveva inizio l'attività del senato. Dopo la caduta dell'Impero romano l'inizio dell'anno cambiò ancora, finchè nel 1564 l'allora tredicenne Carlo IX, re di Francia, fissò di nuovo il 1° gennaio come primo giorno dell'anno. Questa scelta fu via via accettata anche da altri Paesi cattolici, mentre fu osteggiata in quelli protestanti. In Gran Bretagna si continuò a festeggiare l'inizio dell'anno il 25 marzo fino al 1752, mentre la Russia ortodossa attese per cambiare fino al 1917, l'anno della rivoluzione bolscevica.