Lungo l'orbita terrestre non c'è alcun punto che segni necessariamente il termine e l'inizio dell'anno: la scelta di una data è arbitraria ed è infatti mutata più volte. Anticamente l'inizio del nuovo anno era spesso fatto coincidere con l'equinozio di primavera (che oggi corrisponde al 21 marzo). Ma mancò a lungo un accordo comune. Nel I secolo a.C., Giulio Cesare volle far iniziare l'anno in occasione del solstizio d'inverno (il 21 dicembre), ma i senatori chiesero di posticipare la data al 1° gennaio, quando aveva inizio l'attività del senato. Dopo la caduta dell'Impero romano l'inizio dell'anno cambiò ancora, finchè nel 1564 l'allora tredicenne Carlo IX, re di Francia, fissò di nuovo il 1° gennaio come primo giorno dell'anno. Questa scelta fu via via accettata anche da altri Paesi cattolici, mentre fu osteggiata in quelli protestanti. In Gran Bretagna si continuò a festeggiare l'inizio dell'anno il 25 marzo fino al 1752, mentre la Russia ortodossa attese per cambiare fino al 1917, l'anno della rivoluzione bolscevica.
Perché l'anno termina il 31 dicembre?
di Redazione · dicembre 2006

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