Nessun mistero nello "shiwari" (così è chiamato il colpo): la mano del karateka – che normalmente a riposo pesa 700 grammi – arriva all'impatto con una velocità di 40 km/h, scaricando in un istante una forza pari a 15 quintali, molto più di quanto è necessario per spaccare una pila di tavolette o mattoni. Il materiale viene compresso dall'onda d'urto e, a differenza di quanto comunemente si pensa, a rompersi per prima non è la faccia superiore, bensì quella inferiore.
Come fa un karateka a spaccare i mattoni?




