Una bottiglia di plastica? Può rimanere intatta per secoli: non è attaccabile né da acqua o aria né da microrganismi.
Un sacchetto di plastica? I vecchi sacchetti erano quasi indistruttibili (da 100 a 1000 anni); quelli nuovi sono a base di amido (biodegradabile) oppure di miscele degradabili alla luce in pochi mesi.
Un torsolo di mela? Nel giro di 3-6 mesi è smaltito dai microrganismi, che lo riducono in anidride carbonica e acqua, e dagli animali superiori che lo mangiano.
Un fazzolettino di carta? La sua distruzione è rapida: quando viene buttato, infatti, ha già un certo grado di umidità. Alla fine resta soltanto acqua e anidride carbonica.
Una lattina di alluminio? A differenza della banda stagnata, possono passare da 10 a 100 anni prima che ossigeno e acqua riescano a corrodere l'alluminio.
Il polistirolo? Ottenuto per polimerizzazione del propilene, non si degrada, ma con il tempo può irrigidirsi e spezzarsi in particelle minuscole e quindi meno visibili.
Una bottiglia di vetro? Il vetro è chimicamente molto stabile: indifferente al calore del sole e inattaccabile dagli acidi, può resistere per millenni inalterato.
Una sigaretta? Per il tabacco e la cellulosa bastano 3 mesi; per il filtro, costituito da acetato di cellulosa, servono invece da 1 a 2 anni.
Un chewing gum? È composto di gomma naturale e resina sintetica: l'abrasione meccanica riduce la gomma in brandelli di dimensioni minime, mentre la resina non è attaccabile dai microrganismi.
Visto il grave stato di Emergenza Rifiuti l'unico rimedio resta la raccolta differenziata




