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Sai perché è… Eureka

Sai Perché?

di Redazione · novembre 2008

Sai Perché?

COSA VUOL DIRE LA PAROLA "KITSCH"? Indica quel diffuso insieme di oggetti e immagini che mescolano, con pretese di artisticità, elementi disparati al fine di produrre emozioni nell'osservatore. Il termine, diffuso nei primi decenni del '900 nei paesi di lingua tedesca, ha un'etimologia non sicura. Forse deriva dal dialettale kitschen (intrugliare, sporcare), col significato di "cosa di nessuno pregio, robaccia". In quanto definizione di una categoria estetica è in realtà intraducibile, e potrebbe essere avvicinato all'espressione italiana "cattivo gusto".

GLI OGGETTI METALLICI SUL CORPO POSSONO ATTIRARE I FULMINI? No, ma i metalli presenti sul corpo possono provocare bruciature se si viene colpiti da un fulmine. Ciò si spiega con la legge di Ohm, secondo cui l'intensità della corrente è più alta dove la resistenza è più bassa. Poiché il corpo umano ha una resistenza relativamente alta, la corrente scorre più facilmente in corrispondenza degli oggetti metallici, ottimi conduttori. Se colpiti da un fulmine, dunque, il metallo si scalderà rapidamente ustionando la vittima. Per questo motivo è meglio spogliarsi degli oggetti metallici durante una tempesta. Li si può tenere in una borsa: basta che stiano ad almeno 5 cm dal corpo.

PERCHÉ OGNI TANTO IL VINO "SA DI TAPPO"? Il vino dovrebbe essere conservato sempre in posizione orizzontale, per tenere umido il tappo; ma questo non c'entra nulla con il sentore di tappo. Il responsabile è invece un fungo parassita che cresce sul sughero, l'Armillaria mellea. Si stima che quasi il 5 per cento delle bottiglie abbia questo difetto. Pertanto alcuni produttori imbottigliano i loro vini con tappi di plastica. Un sistema, questo, che va bene però solo per i vini da consumare entro un paio d'anni. I tappi di plastica, infatti, non consentono la traspirazione necessaria all'invecchiamento in bottiglia.

COME FUNZIONA UN VETRO BLINDATO? Il vetro blindato è fabbricato combinando strati di vetro e policarbonato, in un processo chiamato laminazione. Tale combinazione unisce l'elevata resistenza termica del vetro all'alta tenacità del policarbonato. Le proprietà antiproiettile variano in funzione dello spessore finale, che oscilla tra i 7 e i 75 mm: un colpo sparato a un vetro blindato perfora la strato esterno, ma il policarbonato è in grado di assorbire l'energia della pallottola e di fermarla. Nelle composizioni di tre o più lastre, lo stratificato è in grado di resistere all'urto dei proiettili di armi convenzionali. Aumentando lo spessore e il numero di strati, si ottengono prodotti in grado di resistere anche ai proiettili sparati da armi ad alta energia.