Il termine 'malinconia' letteralmente significa 'bile nera'. È composto dalle due parole greche mélaina (scuro, nero) e cholé (bile), usate dagli antichi greci per indicare una sostanza, la bile nera appunto, che essi consideravano causa dell'umore triste e malinconico. Secondo quest'ipotesi, sviluppata nel V secolo a.C. da Ippocrate, la bile nera sarebbe stata secreta dal fegato. Una super produzione della sostanza avrebbe provocato però sentimenti tristi e apatici. A ciascuno il suo carattere. Ippocrate sosteneva che il carattere di ciascuno di noi è determinato dalla prevalenza di uno dei quattro 'umori' presenti nell'organismo: sangue, flegma, bile nera e bile gialla. A essi corrispondono, rispettivamente, un temperamento sanguigno, flemmatico, malinconico o collerico. Quando a prevalere sarebbe il più scuro degli umori, la bile nera, la persona tenderebbe a essere costantemente triste e apatica. Anche per questo si dice 'essere di umore nero'. In realtà, nel nostro corpo non c'è niente di paragonabile alla bile nera: probabilmente fu 'inventata' dai greci per fornire una spiegazione di tipo biologico a certi disturbi dell'umore, ma gli studi di fisiologia hanno dimostrato che essa è solo frutto di immaginazione.



