La locuzione, rintracciabile in italiano a partire dal 1870, ha origine militare ed è un calco del francese franc-tireur. La prima traccia individuabile dell'espressione si trova nei resoconti giornalistici della guerra franco-prussiana, usata per definire un "combattente o piccolo gruppo di combattenti che pratica azioni di guerra contro truppe regolari per evitare l'occupazione o l'evacuazione di centri abitati". La locuzione tornò d'attualità nella Seconda guerra mondiale durante la battaglia di Firenze dell'estate 1944 dove i cosiddetti cecchini si contrapposero alle forze di liberazione sparando dai tetti della città. Il prestito dal lessico militare a quello politico-giornalistico arrivò negli anni cinquanta del XX secolo, quando l'espressione fu utilizzata per la prima volta secondo la definizione corrente. Di fatto, però, l'espressione conservò l'accezione di cecchino che, nascosto e dunque imprevisto, provoca danni ad una parte. Secondo il moderno significato, "franco tiratore" è colui che, approfittando del voto a scrutinio segreto, non segue le indicazioni del proprio partito o gruppo parlamentare cui appartiene.
Chi sono i franchi tiratori?
di Redazione · luglio 2013
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