Potremmo addirittura scommettere che leggendo il testo di questa spiegazione alla nostra domanda sbadiglierete almeno una volta. Proprio così, perché per essere contagiati da uno sbadiglio basta semplicemente pensarlo, vederlo, sentirlo fare da un'altra persona o, addirittura, leggere il suo nome. Lo sbadiglio è un comportamento presente in moltissimi vertebrati, dai pesci agli uccelli, dai rettili ai mammiferi, ma soltanto per la razza umana si è riuscito a dimostrare attraverso degli esperimenti che l'atto dello sbadigliare è contagioso e lo diventa tra il primo ed il secondo anno di vita. Questo non significa che prima di quella età un bambino non sbadigli, perché addirittura impariamo a sbadigliare già durante l'undicesima settimana dopo il concepimento. In base quindi alle differenze tra le varie specie viventi, lo sbadiglio ha un diverso significato funzionale. Negli esseri umani svolge numerose funzioni, non tutte però scoperte. Tra queste basti pensare come risulti utile sbadigliare quando si sta per decollare o atterrare con l'aereo, oppure quando si è in montagna, questo perché lo sbadiglio favorisce l'apertura delle tube di Eustachio per bilanciare la pressione nell'orecchio medio.
A scatenare lo sbadiglio è di certo un comando del cervello, in particolare dell'ipotalamo, in cui sono controllati gli stimoli della sete, della fame, del sonno. È un'azione che dura in media sei secondi e non ci sono differenze di sesso, razza o età nel modo in cui la si compie.
In base ad alcune ricerche si è dimostrato che si sbadiglia soprattutto nelle prime ore dopo il risveglio, momento a quale si accompagnano anche la distensione dei muscoli e lo stiracchiamento del corpo, e prima di andare a letto.
Per l'aspetto più conosciuto da tutti, cioè la contagiosità dello sbadiglio, sono state formulate numerose teorie. Tra queste, quella che considera lo sbadiglio un segnale paralinguistico, ossia un segnale che va al di là del semplice linguaggio convenzionalmente parlato. Infatti, risulterebbe che le persone che riescono ad immedesimarsi nell'altro, in maniera inconscia, riuscirebbero ad identificarsi nello stato mentale di un'altra persona, e perciò sono in grado di cogliere informazioni sullo stato di noia o di sonnolenza in cui il vicino individuo che sbadiglia, si trova. Per questo la sua contagiosità servirebbe a sincronizzare i ritmi di attività del gruppo sociale ed avrebbe addirittura, come sostengono alcuni studiosi, aiutato i nostri antenati a coordinare i periodi di attività e di riposo. Ma rimane pur sempre una teoria…..




