Perché i gatti riescono a vedere al buio? Gli occhi dei mammiferi possiedono due tipi di cellule sensibili alla luce: i coni e i bastoncelli, i primi hanno la funzione di vedere bene un oggetto in piena luce, il secondo invece sono molto sensibili alla luce debole. L'occhio del gatto, infatti, è dotato di un gran numero di bastoncelli, di notte le sue pupille si dilatano per permettere di far entrare quanta più luce possibile, mentre, sotto la luce intensa, le sue pupille si restringono fino ad apparire come sottili fessure verticali, proprio per difendere i sensibili bastoncelli.
Perché si dice avere la coda di paglia? Un'antica favola racconta che una giovane volpe cadde disgraziatamente in una tagliola; riuscì a fuggire ma gran parte della coda rimase nella tagliola. Si sa che la bellezza delle volpi è tutta nella coda, e la poveretta si vergognava di farsi vedere con quel brutto mozzicone. Gli animali che la conoscevano ebbero pietà e le costruirono una coda di paglia. Tutti mantennero il segreto tranne un galletto che disse la cosa in confidenza a qualcuno e, di confidenza in confidenza, la cosa fu saputa dai padroni dei pollai, i quali accesero un pò di fuoco davanti ad ogni stia. La volpe, per paura di bruciarsi la coda, evitò di avvicinarsi alle stie. Si dice che uno ha la coda di paglia quando ha commesso qualche birbonata ed ha paura di essere scoperto.
Perché si dice cucinare a "bagnomaria"? Si chiama "bagnomaria" il sistema che prevede l'uso di due recipienti, di cui uno appoggiato sul fuoco, contenente acqua e l'altro, posto nel primo, contenente il cibo da cuocere; permette una cottura lenta di dolci al cucchiaio o pietanze delicate la cui riuscita non tollera l'esposizione diretta al calore. Si tratta di una procedura impiegata anche in laboratori di chimica, ed è proprio in un antico laboratorio che nacque nel primo secolo d.C. per mano di una donna da cui la tecnica prende il nome: Maria Giudea.
Perchè rompere uno specchio significa 7 anni di guai? Perchè nell'antichità si pensava che ogni superficie riflettente fosse magica dato che si poteva pensare alla presenza di un'altro sé. La sventura non nasce dal riflesso in sé stesso, ma nel vedere la propria immagine deformata attraverso una superficie d'acqua increspata o uno specchio rotto, infatti questi avvenimenti erano considerati come presagi di sventura per la propria salute. A sancire i 7 anni di disgrazia furono i romani i quali credevano che ogni 7 anni iniziava un nuovo ciclo vitale, e che quindi sarebbero serviti 7 anni per risanare la salute che era stata spezzata.



