Perchè il cambio non in marcia si dice "in folle"? Il termine deriva dal latino "follis", che significa sacca di cuoio, testa vuota, stolto: quindi inutile, che in meccanica si dice di "organo ruotante che gira a vuoto senza trasmettere movimento".
Perchè in Asia hanno gli occhi a mandorla? Secondo gli antropologi, questo accorgimento anatomico sarebbe un'eredità dei gruppi umani stanzianti in Siberia durante l'ultima glaciazione e poi migrati in tutta l'Asia. Infatti sembrerebbe che questo particolare anatomico, che è uno strato adiposo supplementare, sia stata un'evoluzione per ottenere maggiore protezione dal freddo e dal vento gelido.
Perché unghie e capelli crescono più rapidamente in alcuni periodi? I ritmi di crescita di unghie e capelli sono estremamente soggettivi. Tuttavia, contrariamente a quanto accade negli animali (che perdono il pelo in estate, non dovendosi proteggere dal freddo), negli uomini è stata notata una crescita lievemente più rapida dei capelli durante la stagione calda, e in particolare - come dimostrano certe statistiche - nel mese di luglio. Il fenomeno, in genere più evidente nelle donne e meno negli uomini, non ha ancora una spiegazione certa (anche se un ruolo chiave, probabilmente, lo gioca la temperatura) e soprattutto non avviene con regolarità. I ritmi di crescita dei capelli, d'altronde, sono influenzati da molti fattori: ormoni, età, stato di salute dell'organismo. In condizioni normali, i 120 mila capelli presenti in media su ogni testa crescono di circa 1,2 cm al mese. La crescita delle unghie, invece, dipende per lo più dall'alimentazione e in nessun modo dalle stagioni: il loro allungamento, praticamente costante per tutta la vita, è più o meno di 3 millimetri al mese.
Perché durante i temporali manca spesso l'elettricità? Le interruzioni di corrente elettrica durante i temporali sono principalmente dovute a un fulmine: una potentissima scarica elettrica, che genera attorno a sé un campo magnetico. Se nelle vicinanze c'è una linea elettrica, il campo magnetico induce in essa una corrente aggiuntiva, detta "sovracorrente". Sebbene duri soltanto un istante, da uno a cento milionesimi di secondo, è così intensa che riesce a perforare gli isolamenti o a danneggiare cavi e circuiti elettrici. Per evitare ciò, esistono dei sistemi di protezione che interrompono l'erogazione dell'energia e scaricano la sovracorrente. Se non si sono verificati danni, il collegamento elettrico si ripristina in pochi minuti con un telecomando, inviato da una delle centrali di controllo distribuite su tutto il territorio nazionale, in funzione 24 ore su 24. Per evitare che il fulmine colpisca direttamente i cavi conduttori o i piloni di sostegno (si tratta però di un caso piuttosto raro), sulla sommità del pilone viene posto un cavo conduttore collegato a terra che funge da parafulmine, attirando su di sé e scaricando il fulmine prima che colpisca la linea vera e propria.
Perché si parla di anno luce? L'anno luce è una misura di distanza che si usa in astronomia. Essa corrisponde alla distanza che un oggetto percorrerebbe se viaggiasse a velocità uguale a quella della luce nel vuoto (300 mila chilometri al secondo) per un anno tropico, cioè per 365 giorni, 5 ore, 48 minuti e 46 secondi. Equivale a una distanza di circa 9.460.000.000.000 chilometri. Gli astronomi utilizzano due altre unità di misura delle distanze astronomiche, le unità astronomiche (UA) e i parsec. Il primo è usato soprattutto per misurare le distanze nel sistema solare. Corrisponde alla distanza Terra - Sole e più precisamente a 149.597.870 chilometri. Con il parsec, gli astronomi esprimono le enormi distanze tra le stelle. Un parsec (abbreviazione di "parallasse secondo") equivale a 3,26 anni luce e corrisponde alla distanza dalla quale un osservatore vedrebbe il raggio medio dell'orbita terrestre (cioè una unità astronomica) sotto un angolo di 1 secondo d'arco. Ricapitolando dunque: 1 UA = 150 milioni di chilometri = distanza Terra-Sole 1 anno luce = 63067 UA = 9.460.000.000.000 di chilometri 1 parsec = 3,26 anni luce = 205597 UA = 30840.000.000.000 di chilometri
Perché in teatro il colore viola porta sfortuna? Il viola è il colore dei paramenti sacri usati durante la Quaresima. Nel medioevo venivano vietati, proprio in quel periodo, tutti i tipi di rappresentazioni teatrali e di spettacoli pubblici che si tenevano per le vie o le piazze delle città. Ciò comportava per gli attori e per tutti coloro che vivevano di solo teatro notevoli disagi. Non potendo lavorare, le compagnie teatrali non avevano neanche i mezzi per procurarsi il pane quotidiano, ed erano costrette a tirare la cinghia. Questo è il motivo per cui il colore viola è odiato da tutti gli artisti, in generale, ma è vietato soprattutto in teatro dove con il passare dei secoli è diventato vera e propria superstizione.




