Nell'era paleozoica (570-230 milioni di anni fa) le attuali regioni pianeggianti orientali della penisola arabica erano occupate da un vasto mare, che copriva anche gran parte dell'Irak e del quale il golfo Persico è soltanto un piccolo residuo. Sul fondo di quel mare per milioni di anni si accumularono depositi organici prodotti da animali marini e alghe, in strati successivi, ricoperti periodicamente da strati di depositi calcarei. Successivamente, a causa di movimenti sismici, si sarebbero trovati all'interno della crosta terrestre, dove avrebbero portato avanti la trasformazione (via fermentazione) in idrocarburi, vale a dire petrolio e gas naturale. Non a caso nei giacimenti petroliferi si trovano tracce di acqua salmastra e clorofilla. I giacimenti si trovano a diverse profondità, da uno a tre-quattro chilometri. In qualche caso si estendono sotto il fondo del golfo Persico fino alle coste occidentali dell'Iran e vengono sfruttati da una parte e dall'altra.
Perché tanto petrolio in Arabia?
di Redazione · maggio 2011

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