Il terrorismo prende di mira un bersaglio militarmente irrilevante ma che si vuol colpire per piegare la volontà dell’avversario, per lo più obiettivi simbolici (o date storiche, oppure anniversari e ricorrenze). Colpisce in modo da uccidere e ferire quanti più civili possibile, per indurre un clima di insicurezza e portare la popolazione in uno stato di malcontento tale da essere disposta ad accettare misure drastiche pur di porre fine a tale stato di cose.
La guerriglia invece è diretta contro obiettivi militari precisi: installazioni, strutture, depositi, presidi, vie di rifornimento, alti ufficiali e funzionari, caserme, uffici, circoli, sabotaggio di industrie ed infrastrutture la cui eliminazione è funzionale alla sconfitta finale del nemico. Di conseguenza, lo stesso soggetto che opera per la stessa causa può essere terrorista o guerrigliero: un palestinese che attacca un carro armato israeliano è un guerrigliero, lo stesso soggetto che mette una bomba su un autobus, o si fa saltare in aria fra gli avventori di un caffè, è un terrorista.




